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Solo una cosa mi terrorizza, fin da ragazzino. E lo sai cosa? Li lupi.

Il lupo sembrava comprendere le parole. Ma no, era solo un’impressione.

“Hai fame eh? Povera bestiola, come ti capisco.

C’ho una fame anch’io che altro che lupo diventerei. Vorrei essere un drago. Ma che fai ridi?”
Sembrava sorridere, si.

“Oh, non è che pare che ridi e me te mangi?”

Si, sorrideva.

Incominciarono a camminare insieme, uno accanto all’altro.

“No perché sai, io nun c’ho paura de niente.

Sai che vuol dire niente?

Solo una cosa mi terrorizza, fin da ragazzino.

E lo sai cosa?

Li lupi.

Li topi, nun sai quanti ne ho visti in galera.

Non mi spaventano.

Li serpenti, non mi fanno impressione.

Ma li lupi, si, e non ce la faccio proprio.

Solo che tu sei no lupacchiotto carino e mi stai pure simpatico.”

Ad un certo punto la povera bestia lo abbandonò.

Si allontanò da lui, gli fece un cenno con la testa e si perse tra gli alberi.

Sembrava che stesse defecando.

Così Francesco, per lo sollievo, fece pure lo sbruffone.

“Te stai a cagà sotto, eh?”

Ma quello tornò.

“Azz. Scherzavo.” Si giustificò, nascondendo ad arte, un certo tremore alle gambe.

Il sole stava tramontando e si divertiva a disegnare due lunghe ombre, una accanto all’altra.

Sembravano due angeli neri spiaccicati per terra.

Di certo, avevano lo stesso Dio.

(Foto di Rain Carnation)


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