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“Sei parole del Signore, bellezza mia cara, o musica del demonio?” Declamava il menestrello. “Francé, basta a parlà, vieni qua.”


A qualcosa dovette pur servire, quella tempesta de li sensi, se lo Signore che sta nell’alto dei cieli, permise che si scatenasse e sfibrasse lo corpo e lo spirito de Francesco, fino a farlo sentir uno che nel mondo, sta come ’na bestia.
O forse, anche li sensi, e le carezze e li baci, sono il linguaggio dello Signore?
Francesco questo pensava, rimirando le tette di una si giovane pulzella.
“Sei parole del Signore, bellezza mia cara, o musica del demonio?” Declamava il menestrello.
“Francé, basta a parlà, vieni qua.”
E le tette sommersero in un abbraccio caldo, la domanda.
Ma Francesco, dopo l’amore, si metteva davanti alla finestra.
Mentre vedeva cadere la neve, che rendeva bianca Assisi ed ovattata l’aria silente, si chiedeva se il Cielo parlasse anche attraverso la carne e lo caldo corpo, che la donna andava or ora rivestendo, come se fosse un sipario che nascondeva lo spettaculo che adesso s’era appena consumato.

(Da “Francesco non ha più paura” Foto di Pexels)


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