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Pietro si versò il vino, ma non bevve. Guardò lo rosso vivo del liquido nello boccale, come se s’aspettasse che qualche verità vi galleggiasse sopra.

Pietro si versò il vino, ma non bevve. Guardò lo rosso vivo del liquido nello boccale, come se s’aspettasse che qualche verità vi galleggiasse sopra.

Poi, come se avesse avuto un segnale da qualche messaggero intimo dell’animo suo, parlò con l’aria di uno che, dopo aver attentamente valutato la situazione, emette una sentenza.

“Ormai Francesco ha li quattordici anni compiuti, donna Pica.

Come per il pesce lo mondo suo è nell’acqua, così ha da essere per lui la bottega.

Da domani lo porterò con me e gli insegnerò li trucchi de lo mestiere e lo farò omo.”

“Omo de bottega.” Ribattè la moglie.

“Da lì proviene il nostro agio, madame. Da lì e dai viaggi in Provenza, lo sai bene. Sono l’unico che ha certi panni di gran pregio in tutto lo ducato di Spoleto, e me ne vanto.”

“Ma lui vuole esser principe, Pietro.”

“Donna, non ti lagnare. Vedrai che un giorno, quando vorrà partire cavaliere a sfidar la sorte o la morte, lo pregherai di non lasciare l’emporio di tessuti.”

“Ma tu lo sai, Francesco è uno che ha stoffa.”

“Ha stoffa per le stoffe, se è come lo padre.

Da domani lo sapremo.”

(Da “Francesco non ha più paura”)


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