fbpx

Primary Navigation

Pietro era incredulo, e ripeteva come un ebete. “Ha fischiato? Al passero? Bah, almeno fischia.”

Quelli che seguirono, risplendevano della luce riflessa dello primo giorno, quello del risveglio, e ciò bastava a Pietro ed a madonna Pica, per definirsi felici.
Francesco mangiava e dormiva.
Era sereno e regalava sorrisi.
Ma non parlava.
Manco una parola.
“Vuoi bene a maman?”
Gli chiedeva madonna Pica mentre lo imboccava come un bambino.
E lui le accarezzava le mani, per risposta.

Pietro cominciava a preoccuparsi di questa cosa. Evidentemente la battaglia ed ancor di più la prigione, dovevano aver provato il giovane, non solo nel corpo, ma anche nella mente e nello spirito.
E come tornava dalla bottega dei tessuti, la sua prima frase era sempre quella: “Ha parlato oggi?”
“Oggi ha fatto grandi progressi Francesco.”
Raccontava la Pica.
“Perché, che ha detto?” Incalzava Pietro.
“Rien, nienté.”
“Ancora niente?”
“Ma si è alzato dal lettò.”
Proclamava la donna, come se avesse vinto una guerra.
“Beh, sono già vari giorni che si alza. Che ha fatto di speciale?”
“Si è avvicinatò alla finestrà e dato una briciolà di pane ad un passerotto.”
“Ad un passerotto?”
“Si, un passerottò. E..”
“E..?”
“Si sono fischiati.”
“Che vuol dire si sono fischiati?”
“Il passerottò ha fischiettatò a Francescò.”
“E che gli ha detto.”
“Ullalà, non so. Ma…”
“Ma..?”
“Francescò ha risposto. Ha fischiatò al passerottò.”
Pietro era incredulo, e ripeteva come un ebete.
“Ha fischiato? Al passero? Bah, almeno fischia.”
Anche se la vedeva dura metterlo di nuovo a vender stoffe senza manco una parola, ma con lo solo fischio.
Già se lo immaginava, con qualche donzella, sciupata dagli anni, che gli chiedeva: “Francesco, mi dona questo colore?”
E lui: “Fiuuuu.”
(Da “Francesco non ha più paura” di Alessandro Leone)


francesco non ha più paura
il sorriso di dio
Le Parole Gentili del Pesce Rosso
ho sposato una scarpa