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LE PAROLE CHE ATTENDI

Sapeva scrivere bene. Anzi, benissimo.

Così sparai la domanda, senza pensarci troppo. “Ma dove trovi le parole?”

Un sorriso mi rispose che stavano lì, tra l’erba alta.

L’erba alta?

Allora io ho cominciato a vedere le cose, cercando di scovare le parole che contenevano.

Ho cominciato da una ex scatola di biscotti, dove ora dormono le ricevute delle bollette della luce e del gas.

Niente. Manco un briciolo di poesia.

Allora ho provato a vedere meglio in un parcheggio.

Macché, solo fazzoletti maleducati.

Persino in qualche foto ingiallita, ho provato una stretta al cuore, ma non un vocabolo, un pezzo di frase, un incipit alla buona.

Ma insomma, dove sono le parole giuste?

Poi finalmente le ho trovate.

Incredibile, non avrei mai pensato che fossero proprio lì!

La vita di chi ti legge, è piena di parole attese.

Le persone le aspettano, come un treno in ritardo.

Il tuo lettore, lui solo, pur non conoscendole ancora, ha le parole che attendi.

Non è lui che legge te. Sei te che leggi il tuo lettore.

Ed una volta entrato nel suo cuore, non ne uscirai più.

(Foto di Bess Hamiti)


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