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Il sorriso di Dio

Si sa, nessuno nasce imparato.

Così anche Gesù dovette fare un po’ di pratica, prima che i miracoli gli riuscissero bene.

Provò con un cieco.

Questi arrivò: “Rabbì, rabbì. Ridammi la vista.”

Gesù prese del fango, e siccome tanto il cieco non lo poteva vedere, ci sputò sopra. Mise il fango impastato con lo sputacchio sugli occhi del poveretto e gli chiese: “Ora ci vedi?”

“Maestro, meno di prima. Però ci sento meglio.”

“Ma perché eri pure sordo?” Chiese Gesù.

“Un poco, da un orecchio.”

“Va bene ora vai. Si vede che hai poca fede.”

Pietro provò a consolare Gesù.

“Non ti abbattere. Mia suocera sta male. Esercitati con lei.

Se sbagli, non ti preoccupare, che mi fai pure un favore.”

E così fece.

Andarono dalla suocera di Pietro che aveva la febbre altissima.

Gesù disse: “Febbre, vai via.” E la febbre sparì.

“Bravo Gesù – disse Pietro – Certo che impari presto.”

Non si capiva se Pietro fosse veramente felice di questo.

La suocera si alzò dal letto e preparò un piatto di lasagne, buono, ma così buono, ma talmente buono, che Gesù ormai sazio, esclamò: “Ma questo è un vero miracolo.”

Ben presto si sparse la voce.

Arrivarono storpi che volevano camminare, ciechi che volevano vedere, sordi che volevano udire.

Ma stranamente, non arrivarono più suocere da guarire.

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