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Il Dio che sta nelle cose, sta solo nelle cose brutte?

Il giorno dopo Francesco la pregò in tutti i modi di ritornare a casa.

“Chiara, sei una donna. Lo capisci?”

Francesco, provava a convincerla.

“Qui non puoi stare. Siamo tutti uomini.

Tu lo sai, sei molto bella.

Non siamo santi, siamo peccatori come tutti l’omini dello mondo. Vai via ti prego.”

Ma lei controbatteva: “Dove sta scritto nello Vangelo che solo gli uomini possono seguire lo Signore?”

“Infatti – cercava di spiegarle Francesco – non sta scritto da nessuna parte. Ma se agli uomini che cercano Dio gli metti davanti una donna, una fanciulla bella e dolce come te, non seguono più lo Signore, seguono te.”

“Ma che stupidaggine è mai questa.

Il Dio che sta nelle cose, sta solo nelle cose brutte?”

La femmina, non aveva tutti i torti.

Francesco sperimentò nuovamente, dopo molti mesi ormai, il broncio di una donna.

“Allora sai che ti dico?” Riprese Chiara.

“Fammi brutta. Tagliami i capelli e dammi un saio come lo avete voialtri. Chi meglio di te sa quanto può ingentilirti una stoffa, o al contrario, renderti goffa e ripugnante.”

“I capelli? Un saio?”

Francesco ripeteva le parole, come se non le comprendesse.

“Sissignore. E via il vestito. E via tutto.”

A Francesco ci mancava poco che gli prendesse un colpo. Anche perché la ragazza, di ripugnante aveva un bel niente. A parte lo carattere, forse.

“Chiara che fai?”

La ragazza era lì, davanti a lui, completamente nuda.

“Ma bravo il nostro Francesco. Tu puoi spogliarti di tutto ed una donna no? E perché?”

“Perché ci sono altri dodici uomini qua intorno, copriti.” Le rispose Francesco.

In effetti dov’erano gli altri?


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