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Francesco non aveva nulla. Null’altro che la paura. Provò a vivere. Non come una risposta.

Il lupo non sembrava particolarmente felice di aver trovato un parente. In questo effettivamente era simile a molti uomini, ma questo non lo faceva affatto sentire un fratello e tantomeno un fratello di Francesco.

Lo sguardo era piuttosto chiaro e non dava adito a fraintendimenti.

O muori da solo di paura, o ti uccido io.

Forse è meglio che muori da solo.

Ma Francesco era stanco di aver paura.

Tanto ormai aveva perso tutto.

Lo nuovo Francesco ora vedeva Dio ovunque e lo scorgeva pure nello lupo.

La paura ti rende solo.

Ma lo nuovo Francesco, non era mai solo, perché sapeva che Dio da qualche parte ci stava.

Forse ora eri lì, in quegli occhi ghiaccio.

Francesco non aveva nulla.

Null’altro che la paura.

Provò a vivere.

Non come una risposta.

Ad essere lui, quello che fa il primo passo.

Ad essere lui, quello che fa.

Essere sasso nello stagno, non cerchio.

Amare, prima di essere amati, non dopo, come risposta gentile.

Si avvicinò alla belva e lo accarezzò, ostentando una calma che gli era stata estranea fino ad allora.

“Buono, stai buono. Mi vuoi mangiare?

Oh, ma io sono secco e fragile.

Sono un magro pasto per te.”

(Alexas_Fotos)


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