fbpx

Primary Navigation

Dammi una carezza, Francesco

Le giornate scorrevano felici. Francesco aveva molto da imparare dal suo amico lupo.

Riconoscere gli odori, camminare senza farsi sentire dagli altri animali, trovare il sentiero giusto per attraversare i boschi verdi ed umidi. Non perdersi nella nebbia e soprattutto la cosa più grande: non avere paura.

E Francesco adesso, non aveva veramente più paura.

Vedeva amici attorno a sé, non minacce.

Era attento, prudente come un lupo, ma aveva fiducia nelle sue capacità.

Non aveva guerre da combattere, ma passerotti da amare e con i quali chiacchierare un po’.

Non aveva cose da vendere o da comprare.

Il bosco era suo. Il ruscello era suo.

Il passo sicuro del lupo lo accompagnava.

Se anche fosse morto, sarebbe morto felice.

Gli abitanti di Gubbio lasciavano ai margini del bosco i viveri per Francesco ed il lupo.

Nessuno era stato più sbranato, perché la povera bestia aveva di che sopravvivere e stava sempre vicino al poverello, come il Signore gli aveva ordinato, piuttosto che procacciarsi il cibo col terrore.

Francesco parlava molto con il lupo, mentre la bestia non era molto loquace, a volte rispondeva, a volte no, ma le sue poche parole non erano mai banali, mai inutili e sembravano dettate da uno Spirito più alto.

Quel giorno cominciò a piovere all’improvviso, ed il battere della pioggia confondeva le parole flebili del lupo e quasi le rendeva incomprensibili.

“Dammi una carezza, Francesco.”

Il poverello ne colse a male a pena il senso e cercò di rassicurarlo.

“Si certo, che hai paura dei tuoni?”

E ridacchiando prese a lisciargli la fronte tra le due orecchie grandi che si muovevano a scatti, come a percepire qualcosa di strano nell’aria.

Forse i passi di Dio.

“Ci dobbiamo lasciare, lo sai?”

Domandò il lupo, senza aspettarsi una risposta.

(Foto di Viviane Monconduit)


francesco non ha più paura
il sorriso di dio
Le Parole Gentili del Pesce Rosso
ho sposato una scarpa