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AI DETTO CHE MAMAVI PER SEMPRE

Capitolo 1

Il biglietto di Giulia, parlava chiaro.
“Ai detto che mamavi per sempre”
Seppur sgrammaticato come lei, se ne stava appoggiato sulla tovaglia di plastica a fiori verdi, insieme ai cerchi di bicchiere, graffiti della cena burrascosa della sera prima, ed a qualche macchia di vino rosso che, diversamente da Giulia, proprio non se ne voleva andare.
Era quella tovaglia che avevano scelto insieme quella lontana mattina di sole al mercatino di Ponte Milvio, quando c’era il mercatino, quando c’era il sole e quando c’erano loro.
Ma la luce del sole, quel biglietto a quadratini, la cancellava per sempre.
Almeno nella testa di Romeo.
Certo anche lui aveva le sue responsabilità.
Ma ora, quel buco nel cuore, lo portava solo a quei pensieri.
A loro due, ancora ragazzini sedicenni.
Lui, apprendista meccanico, che passava più il tempo a lucidare il vespone giallo che a smontare i motorini degli altri.
Lei, che se ne stava affacciata su quel balconcino che stava proprio sopra l’officina, a stendere i panni, in teoria, a fumare sigarette, in pratica.
E nessuno le diceva nulla, perché dimostrava più dell’età che aveva.
Romeo, se ne stava con la testa sempre rivolta verso l’alto, specialmente d’estate, un po’ a guardar le nuvole, un po’, a sbriciare da sotto le più belle cosce del quartiere, le gambe di Giulia.
Ma quando la sigaretta, dalle labbra incerte della ragazza, cadde giù, a due centimetri, dico due, dal piccolo serbatoio aperto del Califfone, un motorino non proprio da califfi del deserto, ci mancò poco che a Romeo prendesse un colpo.
“Ma che mi vuoi far saltare in aria?” Sbottò Romeo.
“Ma tu metti il tappo al serbatoio.” Rispose Giulia, che come tutte le donne del mondo, mai ammetteva di aver fatto qualche sbaglio.
“Ma tu guarda quello che fai.” Replicò il ragazzo.
“E tu guarda i motorini. ‘Sto collo mo’ ti diventa come un cigno, te se allunga, a forza di guardare in aria.” Lo riprese Giulia.
Ma Romeo, eroicamente, non rispose.
Che lo sapeva lui cosa gli si allungava, quando alzava lo sguardo verso il cielo.
Ed il suo cielo, era il balconcino di Giulia.

(foto StockSnap)


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