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A sporcarsi di terra, a sporcarsi di cielo

“Permettimi di ospitarti qualche notte Francesco. Solo qualche notte, vieni da me. Avrai un letto morbido e dei pasti caldi. Poi quando la Porziuncola sarà finita, tornerai qui.”

Bernardo ci aveva provato, anche se era sicuro che avrebbe detto di no. Ed invece Francesco lo stupì.

“Va bene vengo, ma per una notte soltanto.”

Spensero il fuoco e si incamminarono verso la casa di Bernardo.

Era la casa di uno dei giovani più nobili e ricchi di Assisi, e si vedeva. Dai mobili, dai tappeti, dai tendaggi. Francesco riconosceva pure le stoffe vendute dal padre.

Dopo un brodo caldo si sistemarono subito in camera, che era già tardi e la luna da parecchio illuminava il cielo. Si sistemarono assieme sul letto, che era grande e capiente e s’addormentarono.

Veramente l’unico a dormire fu Bernardo, perché Francesco, appena l’amico chiuse gli occhi, sgattaiolò giù dal letto per andarsi a mettere in ginocchio davanti alla finestra. Con lo sguardo rivolto a quel Dio intorno a sé, che Francesco pregava e che ora vedeva nella bianca luna.

Bernardo si rigirò nel letto, cercò con la mano l’amico e non trovandolo aprì gli occhi.

Eri lì davanti alla finestra che pregava e parlava alla luna.

Così si alzò ed avvicinatosi lo abbracciò.

“Perché non dormi Francesco? Che fai?” Gli chiese.

“Prego per te, Bernardo, perché tu possa accorgerti che le stelle tremano dal freddo.”

“Beh io muoio dal sonno e me ne rivado a letto.” Disse Bernardo, che si sdraiò di nuovo e s’addormento per l’ultimo sonno da ricco che Dio aveva previsto per lui.

Il mattino dopo Bernardo riaccompagnò Francesco alla Porziuncola.

“Grazie di tutto Bernardo.” Disse Francesco.

“Ora vai.”

“Si, si, vado.” Ma esitava e rimaneva a guardarlo.

“Vai, vai, io ho da lavorare.” Disse Francesco, mentre cercava di spostare una grossa pietra. E rivolgendosi ad essa disse: “Ti avevo scartata, ma ora diventerai testata d’angolo, la pietra più importante. Solo che, caspita quanto pesi.”

Allora Bernardo si avvicinò per aiutarlo e la spostarono insieme, non senza penare un po’ per il suo peso ragguardevole.

“Bel lavoro, che dici Bernardo?”

Chiese Francesco.

“Dico che resto, Francesco. Voglio dare tutti i miei averi ai poveri e voglio seguirti.”

“Sei pazzo? Non è vita per te.”

“Neanche per te, Francesco, lo era.”

“Se aspetti che ti dica bravo, ti sbagli di grosso. Chi te lo fa fare a venirti a crepare di freddo e faticare come un asino senza ricompensa alcuna?”

Francesco era più preoccupato per l’amico suo che per sé, come al solito.

Ma Bernardo aveva già una luce nuova negli occhi.

“Dammi una carezza, Francesco.

È l’unica cosa di cui ho veramente bisogno.”

A Francesco quelle parole trafissero il cuore.

L’ultima carezza che aveva dato, l’aveva data al lupo.

Lo interpretò come un messaggio di Dio.

“Si amico mio. Benvenuto fra le braccia del Signore.”

Così diventarono in due a guardare la luna di notte pregando il Signore, a sporcarsi di terra, a sporcarsi di cielo. Ma il mondo sembrava non essersene accorto.

(Foto di Johannes Plenio)


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